ULTERIORE OFFERTA FORMATIVA
CHE COSA
|
|
COME |
QUANDO |
Gestione
CIC |
Gruppo di lavoro composto da:
*docenti
(Ascrizzi A., Bellucci C., Bischi O,Dongiovanni S., Genga
E., Mattioli L., Morganti L.);
· alunni (da scegliere secondo modalità
da decidere);
genitori (da individuare nellassemblea
per genitori indetta in occasione dellelezione dei rappresentanti
di classe) |
Incontri
periodici |
In date da stabilire, nel pomeriggio. |
| Rilevazione problematiche
psico-relazionali e pedagogiche |
· Coordinatori dei C.d.C.
· Componente docente del Gruppo di Lavoro
C.I.C.
· Responsabile Funzione obiettivo 3.
|
Segnalazionedi alunni (con
problemi) da parte dei docenti al coordinatore;
Comunicazione
dei nominativi edelle problematiche da parte dei coordinatori
al responsabile funzione obiettivo.
Incontro dei
componenti per proporre e/o
assumere le
iniziative opportune.
Incontro con
il Preside per la rappresentazione dei vari casi.
Attività di
confronto e/o coordinamento con
i responsabili
dellefunzioni1 e 5. |
A partire dal primo C.d.C.
e
a cadenza periodica.
Dopo la comunicazione
dei risultati del I quadrimestre. |
| Riorientamento allinterno
del percorso scolastico |
* Docenti del C.d.C.
· Componente docente Gruppo di lavoro
C.I.C.
· Responsabile Funzione obiettivo 3.
|
Segnalazione di alunni in difficoltà
per la scelta del percorso scolastico o per le discipline.
Colloqui individuali
con gli alunni e successiva segnalazione, se opportuno, al
responsabile funzione obiettivo 3.
Collaborazione
con responsabile funzione obiettivo 7 per "azioni di
riorientamento" e con responsabile funzione 1 per "ricerca
dei metodi di studio più adatti". |
Durante l'anno scolastico.
Dopo la comunicazione
dei risultati del I quadrimestre. |
Iniziative di scuola aperta:
LAB. TEATRALE
GIORNALINO
C.I.C. POMERIDIANO
ATT. SPORTIVE EXTRA-SCOLASTICHE |
· Alunni interessati.
· L. MORGANTI
· TEATRO DELLA LUCE
· RAFFAELE BERSANI
· Responsabile funzione obiettivo 3
· Alunni interessati.
· Docenti interessati.
· Responsabile funzione obiettivo 3
· Componente docente Gruppo di lavoro
C.I.C.
· Alunni interessati;
· Esperti esterni.
· L. MATTIOLI
· Docenti ED. FISICA
|
Incontri periodici con colloqui
per la scelta e stesura del testo da rappresentare.
Prove di rappresentazione.
Studioe osservazione
di suoni e rumori.
Coordinamento
attività.
Raccolta, stesura,
scelta e stampa del materiale.
Incontri, conferenze,
ecc. su tematiche proposte.
Interventi didattici
e/o gruppi di auto-aiuto.
Attività sportive
non curricolari.
Incontro con
esperti, come da progetto. |
In orario pomeridiano (1 volta
alla settimana da novembre afine aprile)
Cadenza periodica
(da stabilire).
Pomeriggio secondo
calen-dario da definire.
Durante l'anno
scolastico. |
Sportello o
centro di
ascolto |
· Componente docente Gruppo di lavoro
C.I.C.
e
docenti abilitati all'ascolto e disponibili entro fine ottobre.
· Responsabile Funzione obiettivo 3
|
Incontri e colloqui individuali a richiesta e/o
su segnalazione
di docenti.
Rilevazione
di situazioni problematiche relative all'integrazione e all'interno
delle classi (classi articolate, classi prime con soggetti
deboli, rapporti tra alunni dell'istituto e rapporto docenti-studenti)
mediante colloqui con docenti, personale A.T.A., ausiliario
e alunni. |
Durante l'anno scolastico in orario scolastico. |
|
Iniziative di integrazione e riduzione del
disagio |
· Responsabile funzione obiettivo 3
· Componente docente Gruppo di lavoro
C.I.C.
· Psicologi e sociologi dell'AUSL e/o
pedagogisti dell'ISPEF o altri.
Docenti dei
C.d.C. coinvolti. |
Colloqui individuali con allievi e/o docenti
C.d.C. e /o genitori.
Incontri di
formazione.
Incontri periodici
degli esperti con il C.d.C coinvolto . |
Quando necessario.
Date da stabilire. |
|
· Responsabile funzione obiettivo 3
· Presidente Consiglio diIstituto
·
A.G.E.
· Genitori interessati |
Corso sulla comunicazione interpersonale
"Genitori
efficaci" |
Date e orari da stabilire.
|
Pesaro
Oggetto: Richiesta di patrocinio e sponsorizzazione del Progetto
Alla Società Pallacanestro Victoria Libertas Scavolini
“GIORNATE DI CULTURA SPORTIVA”
I docenti di Educazione Fisica dell’I.P.S.I.A. “G.Benelli”
considerato il rilievo che la materia assume nel nuovo ordinamento
scolastico ( progetto ‘Perseus’) in particolare a riguardo
delle finalità e modalità attuative dell’esame
di maturità
propongono
un ciclo di interventi di autorevoli personalità del mondo
medico-sportivo al fine di
Þstimolare ulteriormente l’attenzione e la motivazione
alla pratica fisica;
Þfavorire un approccio interdisciplinare alle tematiche sportive
evidenziando di volta in volta gli apporti dei diversi approcci
( biomeccanico, psicologico, dietologico,...) alla sfera corporea;
Þcontribuire alla preparazione ed approfondimentodi tematiche
e relativi riferimenti disciplinari in preparazione della prova
orale all’esame di maturità.
Il ciclo d’interventi denominato “GIORNATE DI CULTURA
SPORTIVA” si articolerà in lezioni ‘magistrali’
tenute da specialisti del settore su argomenti specifici nell’intento
di delineare un alto profilo della materia e dell’Istituto
organizzatore.
Gli argomenti in oggetto verranno introdotti prima e sviluppati
in seguito dai docenti di Educazione Fisica nelle rispettive programmazioni
curricolari.
Il seguente progetto qualora fosse ritenuto idoneo a perseguire
le finalità educative e culturali dell’I.P.S.I.A. “G.Benelli”
si chiede che venga incluso nel Piano di offerta formativa per l’a.s.
1999/2000 ed inviato al Provveditorato agli studi ( Uff. ed. Fisica)
per la copertura finanziaria.
I Docenti
Si allega:
- Progetto “Giornate di cultura sportiva”.
“GIORNATE DI CULTURA SPORTIVA”
Ciclo di conferenze - dibattito su argomenti relativi all’attività
motoria e sportiva rivolta agli allievi dell’I.P.S.I.A “G.Benelli”.
Il ciclo è articolato su tre conferenze-dibattito, organizzate
in giornate e per classi diverse, su argomenti di particolare interesse
relativi all’attività motoria e sportiva; esso prevede
interventi a vari livelli e in varie fasi ( presentazione dell’iniziativa
e delle singole giornate , distribuzione di schede e materiale inerente
agli argomenti trattati, esposizione da parte di esperti del settore
ì, dibattito e interventi finali, produzione di dispense
e/o atti, relazione finale sull’iniziativa).
Per le conferenze dovrà essere predisposta la strumentazione
adeguata (microfoni, lavagna luminosa, proiettore diapositive, videoregistratore,
etc.).
Responsabile scientifico:dott.P.Benelli
Responsabile organizzativo:
prof.G.D’Amen
Coodinazioneprof.ssa L. Mattioli
Collaborazioneprof.ssa A.Baldoni
Prof.ssa L.Ligi
Prof. V. Lombardi
PROGRAMMA :
1) “EFFETTI E CONSEGUENZE DELL’ATTIVITA’ MOTORIA
E SPORTIVA”
·Effetti fisiologici e adattamenti dell’allenamento
sportivo
·Indicazioni e controindicazioni dell’attività
motoria nelle diverse età
·Benefici e danni da sport
·Aspetti psicologici e sociali dell’attività
sportiva.
Presentazione : prof.G.D’Amen
Relatori:dott.P.Benelli
dott.G.Cocco
Interdisciplinarietà:Preparazione e sviluppo degli item
con i docenti dei corsi.
classi 5 A-TIENB-TIENT TIEL5 TIM5 TSE
Rappresentanze di altri Istituti
mese Febbraio 1999ore 11-13,20.
2) “ALIMENTAZIONE, INTEGRAZIONE E DOPING”
·Linee guida per la dieta dello sportiva
·Integrazione e supplementazione
·Problematiche relative al doping.
Presentazione : dott.P.Benelli
Relatori:dott.Floriani
dott.Santini
Interdisciplinarietà:Preparazione e sviluppo degli item con
i docenti dei corsi.
( chimica, scienze biologiche,...)
classi 3 OCB4 TCB5 TCB5A OD5B OD
Rappresentanze di altri Istituti
meseFebbraio 1999ore 11-13,20.
3) “I VALORI DELLO SPORT.”
Aspetti dello sport alle soglie del 2000.
Presentazione : Ing.Filippini - dott P.Benelli
Relatori:Saranno coinvolti personaggi dello sport: Blair, Moltedo,
Rosalba ( atleti, tecnici, etc.) con esperienze e problematiche
diverse ( dallo sport ad alto livello a quello che si occupa di
popolazioni particolari).
Interdisciplinarietà:Preparazione e sviluppo degli item con
i docenti dei corsi.
(Italiano, storia,...)
classi 5A-TIEN5B-TIEN5 TIEL5 TIM5 TSE
Terze e rappresentanze di altri Istituti
meseDicembre 1999ore 11-13,20.
Relatori:
- dott. BENELLI Piero- Specialista in Medicina dello Sport
Assistente cattedra di Biologia ISEF Urbino
Direttore sanitario Centro Medico ISEF Urbino
Medico sociale Scavolini Basket-PS.
- dott. COCCO Giovanni - Specialista in Cardiologia e Medicina dello
Sport
Assistente cattedra Medicina dello Sport ISEF Urbino
Assistente Cardiologia-Ospedale PS
- dott. FLORIANI- Specialista in Scienza dell’Alimentazione
Dirigente servizio Dietologia -Ospedale PS
- dott. SANTINI Cesare- Specialista in Cardiologia e Medicina dello
Sport
Scuola di Specializzazione mas ‘Gemelli’-ROMA
Medico Nazionale Italiana Maschile Pallavolo.
PREVENTIVO DI SPESA:
Progettazione
|
£767.200 |
Relatori
|
£ 600.000 |
Coordinamento scientifico
|
£600.000 |
Atti e relazioni e mat. vario
|
£800.000 |
| |
|
Totale
|
£2.767.200 |
Si chiede a codesta Spett/le Società sempre attenta ai veri
valori dello sport e della vita il patrocinio e sponsorizzazione
dell’iniziativa
Il Preside
dott. ing. Rodolfo Filippini
PROGETTO: “ADOZIONE A DISTANZA”
Il progetto consiste nel proporre nelle singole classi di dare
ogni mese almeno £. 100 per alunno, al fine di adottare a
distanza due bambini del Ghana.
Obiettivi: Far prendere un impegno continuativo e volontario alla
maggior parte di alunni;
Far capire che con il “poco” di ognuno si può
realizzare qualcosa di grande;
Fare in modo che gli alunni –e non i loro genitori- si facciano
carico dell’iniziativa.
Modalità: Dopo previo incontro con il Preside i suoi collaboratori
e le funzioni obiettivo, incontro con tutti i coordinatori di classe,
per presentare l’iniziativa e scegliere insieme l’associazione
cui aderire;
Stampa di un volantino in cui si illustra il progetto;
Distribuzione di un foglio per ogni classe, in cui si dovrà
scrivere l’elenco degli alunni e la firma di chi aderirà,
impegnandosi a dare ogni mese, fino alla fine dell’a.s. in
corso,
almeno £. 100.
Contatto telefonico con “Azione Aiuto”, l’associazione
alla quale il nostro Istituto decide di aderire sia per la quota
di adozione (£. 40.000 al mese), sia per i criteri di affidabilità,
per richiedere i documenti di adozione.
PROGETTO "FORMAZIONE PER GENITORI SUL RAPPORTO CON
I FIGLI"
L’iniziativa del corso di formazione per genitori è
nata dalla valutazioni comuni sul ruolo dei genitori fatte da docenti
e da genitori.
Nella fattispecie la Commissione dei docenti responsabili del Centro
di Informazione e Consulenza dell’istituto e alcuni genitori
che fanno riferimento al presidente del Consiglio di istituto sig.
Rolando Niger hanno preposto di organizzare un corso per aiutare
i genitori a comunicare con i figli adolescenti.
Soastegno all’iniziativa è venuto anche dall’Associazione
genitori A.Ge.(Associazione Genitori Educatori) che ha messo a disposizione
il geom. Brualdi e la dott.ssa Giorgi.
L’Istituto mette a disposizione l’organizzazione, le
strutture logistiche e strumentali necessarie per sviluppare l’iniziativa.
L'A.G.E. ha suggerito di contattare il preside Rodolfo Tonelli,
esperto sul tema del rapporto genitori figli e su temi di comunicazione
interpersonale e di disagio giovanile.
L’inizioativa è stata divulgata con una circolare
nella quale si sono invitati tutti i genitori a partecipare secondo
un calendario di incontri inseriti in due tematiche generali:
"La comunicazione tra genitori e figli" e
"La condizione giovanile".
Tale circolare è stata fatta pervenire ai genitori attraverso
i figli.
Il primo incontro è fissato per il giorno 9 marzo ’00,
dalle ore 17,00 alle ore 19,00, presso l'aula del C.I.C. dell’istituto.
Iniziative di comunicazione interna
Periodico di Istituto
Titolo: BIG BEN
Il periodico nasce per l’esigenza sentita di esprimersi,
di confrontarsi, di dibattere problemi, di avanzare proposte, di
conoscere meglio i propri doveri di far conoscere i propri diritti.
Tale esigenza è sentita da tutte le componenti del servizio
di formazione quali i docenti, gli studenti, i genitori, il personale
non docente, il preside e ciascuna di esse è chiamata a contribuire
alla piena realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa.
Nel periodico hanno cittadinanza tanto i problemi educativi come
quelli relativi all’organizzazione didattica, i temi sociali
e culturali quanto i rapporti studenti-docenti e docenti genitori,
i rapporti scuola-territorio.
Ogni componente della scuola ha il suo spazio e ogni spazio si
ricompone in un unico obiettivo che è quello di conoscersi
meglio e di stare bene insieme.
Il Direttore responsabile è il Preside
Il Direttore è la prof.ssa Mirella Pagano docente in pensione
che ha chiesto di continuare a collaborare con la scuola
Il coordinatore di redazione è il prof. Adriano Bocchicchio
La redazione è composta, per l’anno scolastico 1999/2000
dai docenti:
prof.ssa Luigia Ascrizzi, prof.ssa Orietta Bischi, prof.ssa Maura
Costantini, prof.ssa Stella Dongiovanni, prof.ssa Elisa Genga, prof.ssa
Luigina Mattioli
e dagli studenti:Elisa Gessi, Marco Leri, Andrea Berti, Andrea
Fabbrucci, Gianluca Filippucci, Matteo Mercantini, Ilaria Brunetti,
Filiberta Bruno, Cristina Bastianelli, Matteo Stramaglia, Andrea
Gattoni, Andrea Narzi
La redazione, l’impostazione, l’impaginazione e la
stampa sono interne all’istituto e ad esse collaborano il
prof. Paolo Tomassoli per le fotografie, gli assistenti tecnici
Emanuela Marini e Francesco Seccia per l’impaginazione elettronica,
e la collaboratrice scolastica Fiorella Paolini per la riproduzione.
Ogni uscita del periodico è oggetto di lettura nelle classi
e di monitoraggio degli articoli più graditi e apprezzati
da docenti e studenti.
Iniziative di comunicazione esterna
L’istituto ritiene di grande importanza e anche doveroso,
comunicare con sistematicità all’esterno le iniziative
educative promosse dalla scuola in quanto iniziative di interesse
della società territoriale in generale, intesa sia come aggregato
sociale che come corpo economico e produttivo.
La comunicazione ha lo scopo da un lato di rendere visibili le
azioni educative e le iniziative sviluppate dall’istituto
dall’altro di stimolare o anche di intervenire nel dibattito,
sempre aperto, relativo alla funzione della scuola in rapporto con
la società e ancor più specificatamente in rapporto
con il mondo del lavoro.
Per quanto riguarda la comunicazione esterna, l’istituto
promuove:
1)iniziative di informazione rivolte al territorio tramite quotidiani,
periodici ed emittenti radiofoniche circa la strutturazione dei
corsi e gli esiti di formazione che si raggiungono seguendo i curricoli
2) iniziative rivolte ad una comunicazione diretta con le famiglie
dei giovani che devono scegliere il percorso di SSS attraverso l’apertura
al pubblico della scuola sia nei giorni feriali che nei giorni festivi
specialmente nel periodo precedente le scadenze di iscrizione.
Notevole rilievo ha avuto sulle pagine nazionali del Resto del
Carlino la collaborazione avviata dall’istituto con l’Aira
l’associazione autoriparatori aderente alla CNA che si concretizza
in un corso specifico sull’autoriparazione progettato di concerto
tra le due istituzioni e inserito nella terza area post-qualifica
del corso di tecnico dei sistemi energetici.
Ultimamente ha avuto notevole spazio sulla stampa locale l’iniziativa
promossa dai docenti di Educazione fisica denominata “Giornate
di cultura sportiva” aperta al pubblico, nel corso della quale
gli studenti e gli esperti (tra di essi sportivi di valore nazionale)
hanno discusso di valori dello sport, di alimentazione, integrazione,
doping, e di effetti dell’attività sportiva sul corpo
umano.
La stampa locale, molto collaborativa, ha ultimamente pubblicato
i risultati ottenuti dalla squadra di istituto di corsa campestre
che si è qualificata prima nella regione Marche e seconda
assoluta ai Giochi sportivi studenteschi di Formia
L’istituto interviene speso sulla stampa per far conoscere
all’opinione pubblica le finalità dell’istruzione
professionale
Iniziative di formazione post-diploma
Gli obiettivi di un nuovo sistema.
L'offerta di formazione successiva alla scuola media secondaria
superiore deve essere innovata profondamente per giungere a costituire
un nuovo sistema integrato di Formazione Tecnico-Professionale Superiore
Integrata (FIS), destinato a studenti giovani e a lavoratori adulti
in possesso di un diploma di scuola media superiore. Tale processo
tende a valorizzare, investire e innovare il complesso - oggi non
integrato e non comunicante- dei diplomi universitari, dell'istruzione
scolastica post-diploma, della formazione professionale regionale
e della formazione privata di media durata, portandolo i vari canali
formativi ad un vero e proprio sistema integrato, potenziato di
diversi ordini di grandezza.
Si intende rafforzare la capacità di formare lavoratori
della conoscenza rapidamente inseribili nelle imprese, nelle pubbliche
amministrazioni, nel lavoro. L’intervento verrà centrato
sul mercato del lavoro per l’aumento dell’occupazione
e per il potenziamento delle persone.
Verrà assicurata la presenza, la valorizzazione e la titolarità
di tutti i soggetti formativi attivi nel campo: le scuole della
Pubblica Istruzione, le università, i centri di formazione
professionali, le imprese e le pubbliche amministrazioni. Il nuovo
sistema sarà oggetto di cooperazione fra Stato e Regioni
con una continua concertazione con le forze sociali e in particolare
con le rappresentanze delle imprese e dei lavoratori. Sarà
ricercata in tutti i modi l’alternanza fra la formazione in
aula e la formazione pratica nei luoghi di lavoro, che sia differenziato
e governato, che rispetti le autonomie tecniche e gestionali di
tutti i soggetti.
Il profilo essenziale della Istruzione e Formazione Tecnica Superiore
(IFTS)
E’ un nuovo percorso formativo, all’interno della FIS,
che riguarda l’offerta di formazione non universitaria e non
in continuità con la scuola superiore che si differenzia
negli intenti tanto dalle esperienze di diploma universitario quanto
dai corsi post-diploma realizzati dagli istituti superiori. Tali
finalità sono infatti la creazione e riqualificazione di
figure professionali tecniche di livello medio-alto che possano
operare nelle imprese e nella pubblica amministrazione, da inserire
nei settori produttivi interessati dalle più recenti e profonde
trasformazioni tecnologiche ed organizzative.
Il sistema di Formazione Tecnico-Professionale Superiore Integrata
(FIS), oltre a includere l’Istruzione e Formazione Tecnica
Superiore (IFTS), porta a sinergia le attuali articolazioni del
sistema formativo:
1. la formazione professionale regionale di secondo livello;
2. la formazione professionale post-diploma realizzata nel sistema
della Pubblica Istruzione;
3. i diplomi Universitari
La FIS, incluso il nuovo canale di Istruzione e Formazione Tecnica
Superiore (IFTS), si sviluppa, d’intesa con le Regioni, prevalentemente
attraverso accordi di progetto, che integrino diversi soggetti del
territorio (Scuole Medie Superiori, Università, Centri e
Agenzie di Formazione Professionale, Imprese). Tali accordi sono
stabiliti secondo le modalità procedurali e gestionali dalle
singole Regioni. Attraverso tali strumenti i soggetti incaricati
provvederanno ad una gestione concordata delle risorse messe a disposizione
dall’Unione europea, dallo Stato, dalle Regioni, dagli Enti
locali e da soggetti pubblici e privati.
L’istituto Benelli e la IFTS.
L’istituto nella figura del Preside si è sempre adoperato
affinché nel territorio fosse attivo un collegamento tra
le varie istituzioni formative e il mondo del lavoro per la realizzazione
della Formazione Integrata Superiore e per la progettazione di percorsi
di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore.
Recentemente si è insediata, presso il Consiglio regionale,
il Comitato regionale sperimentazione corsi FIS del quale il Preside
di questo istituto è stato nominato componente dal Provveditorato
agli studi di Pesaro.
Il Comitato ha il compito di promuovere la realizzazione di corsi
IFTS in tutta la Regione Marche.
Anche nella provincia di Pesaro si stanno realizzando le opportune
intese tra Istituzioni formative e del mondo del lavoro per avviare
corsi nella varie macroaree o figure professionali specifiche di
cui il territorio ha necessità.
L’ipotesi è quella di chiedere alla al servizio Formazione
Professionale e all’assessorato pubblica istruzione della
provincia di farsi parte attiva per la costituzione di un Comitato
provinciale composto di rappresentanti della Amm.ne provinciale,
della scuola, dell’università, del mondo produttivo
e del sindacato che avvii un coordinamento per una razionale identificazione
delle figure professionali ed una equa distribuzione delle risorse.
Progetto di simulazione d’impresa
Il Programma IG students è un percorso formativo che ha l’obiettivo
di diffondere la cultura di impresa tra gli studenti del penultimo
anno delle scuole superiori
Il Programma è iniziato nell’a.s. 1998/99 con la costituzione
di Imprese “in laboratorio”.Ogmi impresa è costituita
da 6 a 15 studenti azionisti, ognuno dei quali detiene almeno una
quota (pari a £ 1000)di un capitale sociale che non può
essere complessivamente superiore ad un milione di lire.
Gli studenti devono definire il bene da produrre o il servizio
da erogare e misurarsi con tutte le attività relative alla
progettazione e gestione d’impresa: imparare a lavorare in
team e sviluppare abilità manageriali nei rispettivi settori
di competenza (produzione, marketing, comunicazione, vendita etc.)
Il Programma IG students costituisce un importante momento di raccordo
tra il mondo della scuola e quello dell’impresa.
Le classi interessate al progetto sono
4 TIEN del prof. Cardinali
4 OD
La FINAL COMPANY nasce alla fine del 1999 grazie
all’iniziativa del nostro vicepreside Ottaviani.
A questa impresa di laboratorio IG STUDENTS hanno partecipato dieci
ragazzi ognuno dei quali aveva responsabilità e compiti ben
precisi.
Noi ragazzi aderendo a questa iniziativa, ci siamo presi delle
responsabilità infatti ognuno doveva occuparsi di un compito
ben preciso.
Il signor Darpetti , il nostro tutor, ci ha illustrato come funziona
un’azienda, ma prima ci ha descritto i vari tipi di aziende
che esistono ed in base alle informazioni forniteci abbiamo deciso
di fare una cooperativa.
Successivamente ci siamo ripartiti i compiti decidendo le varie
funzioni e il presidente, di seguito elencate:
presidente :Sylwester Sitek;
direttore del personale:Andrea Bernardi
direttore finanziario: Michele Gurini ,Danilo Cecchini
direttore vendite : Roberto Romelli
direttore di produzione: Michele Gabbanini
direttore marketing:Luca Piovaticci Marco Vitali
responsabile affari generali ed organi collegiali:Andrea Petrelli
Thomas Pensalfini.
Dopo gli aspetti formali abbiamo pensato a cosa poteva essere utile
nel mondo moderno abbiamo ideato FIRST NUMBER un apparecchio che
viene interfacciato al telefono e che a secondo dell’ora decide
con quale gestore telefonico fare la chiamata, permettendo così
anche
di risparmiare sulla bolletta telefonica.
L’idea di progettare questo dispositivo ci è venuta
pensando in seguito all’avvento delle nuove compagnie telefoniche
che ora invadono il mercato delle telecomunicazioni.
Anziché pensare di fare ogni volta il prefisso che distingue
i vari gestori prima di comporre il numero telefonico, l’utente
utilizzando FIRST NUMBER decide più facilmente con quale
gestore è più conveniente telefonare.
Per realizzare questo progetto abbiamo avuto un aiuto dal professore
Cardinali, il quale ci ha dato una bozza dello schema che ci è
servito per produrre il nostro apparecchio.
Costruire FIRST NUMBER non è stato poi tanto facile come
pensavamo dato che la progettazione di questo apparecchio richiedeva
conoscenze tecniche superiori a quelle che finora abbiamo appreso
a scuola.
I nostri docenti ci hanno assistito nella progettazione e costruzione
del circuito stampato.
La realizzazione del circuito stampato è avvenuta con il
supporto di un programma CAD per lo schema elettrico, mentre lo
sviluppo del circuito sulla base di incisione è stato realizzato
con i supporti scolastici.
Il punto fondamentale di questo dispositivo è il processore
interno che è in grado di selezionare una linea per ogni
tariffa scelta dall’utente.
Questo sistema è in grado di far risparmiare sulla bolletta
telefonica complessiva garantendo la funzionalità del telefono.
Il nostro dispositivo fornisce un servizio ai clienti unico perché
è in grado di scegliere la tariffa più opportuna a
seconda della fascia oraria in cui ci si trova a telefonare. Tenendo
conto che è difficile orientarsi nella giungla delle tariffe,
ora il compito diventa più semplice.
Anche se non avete contratti con altri gestori telefonici non preoccupatevi
perché sottoscrivere un acconto con le altre compagnie di
servizi non costa nulla anzi, con il nostro metodo si risparmia.
Il canone ed il costo di attivazione del servizio offerto da compagnie
telefoniche nazionali come Infostrada, Wind, Tele 2 e altre, è
gratuito.
Potrete essere contemporaneamente clienti di queste compagnie telefoniche
semplicemente utilizzando il nostro apparecchio.
E’ semplicissimo da usare ed è in grado di far risparmiare.
E’ per questi motivi che noi crediamo importante partecipare
alla fiera nazionale delle imprese in laboratorio IG STUDENTS che
si terrà a Ferrara il 10/11 Marzo 2000: il fatto di avere
un prodotto innovativo in linea con lo sviluppo dei nuovi mestieri
legati alle telecomunicazioni.
La selezione dei soci che parteciperanno alla fiera nazionale è
avvenuta in base alla assiduità di partecipazione a questo
progetto.
PESARO, 26/01/2000
I.P.S.I.A. “G.BENELLI”
4^b T.I.E.N.
First Number
E’ un dispositivo progettato per far risparmiare sulle bollette
studiato per essere utilizzato da qualsiasi persona per la sua estrema
facilità sia di collegamento sia di utilizzo. Proposto e
successivamente realizzato guardando il fabbisogno della gente,
essendo noi del settore ”Elettrici Elettronici” abbiamo
pensato che fosse giusto realizzare qualcosa che potesse essere
utile a tutti.
Così è nato FIRST NUMBER.
Il dispositivo è facilissimo da utilizzare, basta collegarlo
tra il telefono e la presa Telecom.
Il dispositivo è stato creato per semplificare la scelta
dei prefissi come “1055 della infostrada o 1088 della Wind
o verso i cellulari”.
Siamo un gruppo di ragazzi e ragazze ,che frequentano un corso
professionale per odontotecnici.
Abbiamo iniziato questa esperienza di scuola impresa , tra molte
difficoltà , sia a livello organizzativo, ma soprattutto
in termini di mancanza di creatività.
Siamo continuamente immersi in una realtà quotidiana che
nega degli spazi di aggregazione , capaci di generare momenti di
progettualità creativa.
I nostri incontri spesso sono stati determinati da momenti di vuoto,
per cui si è cercato di contrapporre mediante un dialogo,
non privo di fatica, le basi per un progetto capace di affermare
i valori positivi del nostro essere uomini, fuori da ogni logica
di tornacontismo e sfruttamento.
Abbiamo dato a questo momento di intuizione creativa un nome “
AMBASCIATA” . Vogliamo iniziare questo nuovo millennio, di
cui se ne è anche troppo abusato, come ambasciatori “UOMINI
dotati di intelligenza “capaci di incontrare nel loro pianeta,
degli esseri viventi forse dotati di intelligenza, ma sicuramente
in armonia con il loro habitat : i DELFINI.
Ci si è posto subito il problema di creare un qualche cosa
capace di interagire con il loro habitat senza provocare su di esso
nessun tipo di impatto violento . Abbiamo pensato ad una emisfera
come modulo abitativo, capace di navigare , forse inaffondabile!
Spinto dal vento; ed è a questo punto che sono iniziate le
vere difficoltà.
Come fa una emisfera ad essere spinta dal vento??
Si è pensato di posizionare tre emisfere a triangolo equilatero
e collegarle mediante una piattaforma anche essa triangolare. Le
emisfere galleggiano la piattaforma è sollevata rispetto
all’acqua.
Vedi fig. 1 – 3
E’ necessario per imprimere movimento dotare il modulo abitativo
di una grande vela, affinché
L’impatto ambientale sia minimo ed è un mezzo economico
e silenzioso .
Ulteriore passaggio critico, è stato progettare la forma
della grande vela, si è pensato dato il disegno
Inconsueto dell’AMBASCIATA di rifarci ad un ala che assomigli
ad un ventaglio .
Ci è sembrata la forma più opportuna per catturare
la forza eolica .
Vedi fig. 2
Allo stato attuale non abbiamo nessuna ipotesi sull’eventuale
materiale da utilizzare per la costruzione del modulo, data la nostra
scarsa conoscenza di progettazione e costruzione navale.
Le tre semisfere sono abitabili ,è possibile dotarle dei
confort per lunghe navigazioni, oppure attrezzarle con apparecchiature,
pensiamo soprattutto a delle vere e proprie missioni di studio inerenti
la decifrazione dei suoni – linguaggio dei delfini ed una
possibile interazione con il linguaggio umano.
Non sappiamo se questi momenti creativi ,spesso pieni di difficoltà,
ma comunque sicuramente positivi perché la nostra mente per
attimi è stata capace di fantasticare, sapranno tradursi
in uno oggetto tangibile .
Di una sola cosa siamo certi ,il lavorare insieme per un progetto
sicuramente fuori dalla logica del denaro ci ha fatto scoprire la
bellezza delle cose semplici .
Un gruppo di Ragazze e Ragazzi della classe 4 A Odontotecnici
Istituto Professionale
G. “ Benelli “ Pesaro.
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PROGETTI DI SPERIMENTAZIONE
DELL’AUTONOMIA
Progetto Benelli 2000 Estensione al II anno di corso.
Progetto biennale complessivo per la realizzazione dell’autonomia,
per l’innalzamento del livello di scolarità e del tasso
di successo scolastico ; per la valutazione dell’efficienza
e dell’efficacia del sistema scolastico; per la valutazione
delle prestazioni professionali individuali degli insegnanti presso
l’IPSIA “G.Benelli” di Pesaro.
1.Introduzione.
Il presente progetto educativo-didattico costituisce un intervento
per la piena realizzazione dell’autonomia nell’IPSIA
“G.Benelli” di Pesaro; esso si inquadra nella prospettiva
dell’innalzamento del livello di scolarità e del tasso
di successo scolastico.
Il progetto inoltre definisce la strumentazione e le procedure
per il monitoraggio e per la valutazione dell’efficienza e
dell’efficacia del processo educativo.
Si fa inoltre presente che l’IPSIA “G.Benelli”
di Pesaro è stato inserito nell’elenco delle 218 scuole-laboratorio
che collaborano con il CEDE per la valutazione degli elementi di
prova che dovranno essere sottoposti ad una verifica delle caratteristiche
metriche. Il presente progetto si sviluppa con la collaborazione
e la consulenza della Facoltà di Scienze della Formazione
dell’ Università degli studi di Urbino e con la collaborazione
della scuola media “Galilei” di Pesaro per le problematiche
della continuità educativa.
Il progetto, quindi, si vuole inserire negli interventi prioritari
punti a) ed f) previsti dalla direttiva numero 252 del 29 maggio
1998 che attua la legge 440/97 concernente l’istituzione del
fondo per l’arricchimento e per l’ampliamento dell’offerta
formativa.
Esso deriva direttamente dell’esperienza acquisita attraverso
l’applicazione del Progetto 2002 e ne amplia le possibilità
con un coinvolgimento pieno di tutto il consiglio di classe comprese
le discipline quali diritto, fisica, inglese ed educazione fisica
che nel Progetto 2002 sono rimasto un po’ margini della progettazione
didattica e del monitoraggio non essendo previste per esse ore rese
disponibili.
2.Ambiti interessati.
Il progetto didattico organizzativo interessa i seguenti ambiti
individuati dal decreto ministeriale 29 maggio 1998 numero 251:
- l’adattamento del calendario scolastico;
- la flessibilità dell’orario in una diversa articolazione
della durata della lezione nel rispetto del monte ore annuale complessivo
per ciascun curricolo e per ciascuna delle discipline e delle attività
comprese nel piano di studio;
- l’articolazione flessibile del gruppo classe;
- l’organizzazione di iniziative di recupero e di sostegno
;
- l’attivazione di insegnamenti integrativi facoltativi;
- la realizzazione di attività organizzate in collaborazione
con soggetti esterni per l’integrazione della scuola con il
territorio.
Con riguardo alle proposte di ambiti, opzioni e percorsi di attività
per la sperimentazione dell’autonomia esso si colloca nei
punti:
6) progetti che prevedano curricoli trasversali e interdisciplinari
in forme laboratoriali;
18) progettazione e realizzazione di moduli didattici che favoriscano
l’integrazione tra area tecnica, economica ed organizzativa.
25) progettazione, realizzazione di moduli didattici organizzativi
che sviluppino l’apprendimento cooperativo;
31) progetti mirati al miglioramento dei livelli di efficienza
e di efficacia dell’attività organizzativa e didattica;
Il progetto, inoltre, riguarda la ricerca metodologico-disciplinare
sia individuale chi di gruppo.
Il progetto, quindi, non si limita a soluzioni solo organizzative
ma affronta con determinazione anche la qualità didattica
dell’innovazione.
5.1. Composizione e funzione dei soggetti attivi del progetto.
Qui di seguito è riportata la composizione dei vari organi
funzionali e sommariamente descritta la funzione esplicata, da ciascuno
di essi, all’interno del progetto complessivo.
5.1.1. Gruppo di Coordinamento
Il progetto è coordinato da uno staff di coordinamento composto
dal Preside, dai docenti e non docenti del Gruppo qualità,
dai rappresentanti dei Gruppi disciplinari (dipartimenti), dai coordinatori
dei Consigli di classe interessati al progetto.
Lo staff di coordinamento ha, ovviamente, il compito di coordinare
il progetto, di controllarne il monitoraggio, di valutarne gli esiti
intermedi e finali, di apportare adattamenti o modifiche.
5.1.2. Gruppo qualità.
Il Gruppo qualità conduce l’analisi sulla situazione
attuale per individuare i fattori e le condizioni strutturali e
funzionali in base ai quali definire gli indicatori di qualità
e gli obiettivi generali del servizio educativo.
Gli indicatori di qualità costituiscono il massimo grado
possibile di qualità del servizio raggiungibile tenendo conto
dei fattori e delle condizioni presenti.
Gli obiettivi, che sono eventi attesi perché prescritti,
sono indicatori di qualità graduati su diversi livelli: da
quello standard di minimo livello ma sufficiente, sino ad identificarsi
con il corrispondente indicatore di qualità.
5.1.3. Gruppi disciplinari e interdisciplinari.
I gruppi disciplinari sono composti dai docenti di una materia
o di materie affini e sono coordinati dal coordinatore di dipartimento.
Essi hanno il compito di definire, all’interno degli obiettivi
generali stabiliti dal Coordinamento, il curricolo esplicito e gli
indicatori di qualità per ogni materia.
Il compito dei gruppi disciplinari è, quindi, quello di
- analizzare la struttura disciplinare per definire percorsi logici
possibili ed utilizzabili nella progettazione di un curricolo;
- approfondire e sperimentare a livello disciplinare delle tecniche,
degli strumenti e delle metodologie suggeriti dalla didattica breve;
- individuare i contenuti minimi necessari per concorrere ad una
adeguata formazione;
- scegliere i contenuti complementari o di completamento curricolare
finalizzati ad evidenziare la valenza di servizio della disciplina
oltre che a favorire un’adeguata preparazione disciplinare
o professionale;
- promuovere la ricerca di metodologie atte ad evidenziare la valenza
formativa dei contenuti in relazione agli obiettivi programmati;
- individuare strategie e metodi educativi anche innovative atti
ad ottimizzare i tempi di insegnamento-apprendimento
- definire modalità di sviluppo di tecniche di didattica
multimediale. compete definire gli indicatori di qualità
sviluppare la ricerca metodologico-disciplinare (RMD),
- definire gli obiettivi formativi e gli standard per ciascuna
materia curricolare,
- stabilire i criteri per la valutazione formativa e sommativa.
I gruppi multidisciplinari sono costituiti da docenti di varie
materie interessate alla progettazione didattica di una tematica
sviluppata in funzione delle discipline che concorrono ad esplicitarla.
Essi quindi hanno il compito di individuare i percorsi didattici
delle varie materie all’interno della tematica principale.
5.1.4. Consigli di classe.
Ai consigli di classe competono gli aspetti formativi transdisciplinari
relativi al curricolo implicito
e trasversale. Ancor più del G.D. il consiglio di classe
deve operare secondo il principio della collegialità ; infatti
solo operando in un rapporto di squadra e di gruppo è possibile
superare la forte eterogeneità che lo caratterizza così
che ogni docente concorra in funzione degli sue competenze ed esperienze
personali, alla definizione e alla realizzazione di un progetto
formativo rispondente alla realtà in cui si opera.
Il consiglio di classe provvederà attraverso la messa a
punto di opportune modalità e strumenti alla verifica ed
al controllo continuo del suo operato per possibili interventi di
adeguamento in itinere del progetto.
Il C.d.C. non può, data la sua composizione eterogenea,
progettare il curricolo esplicito. Deve quindi concentrare la propria
attenzione progettuale sugli aspetti formativi transdisciplinari
relativi ai curricolo implicito e trasversale .
In quest’ottica il C.d.C. quale gruppo di analisi, progettazione
e controllo, definisce principalmente - gli interventi di natura
non cognitiva, rivolti all’integrazione ed allo sviluppo di
capacità ed abilità metacognitive e al riequilibrio
socio-culturale e/o affettivo-relazionale anche ricorrendo ad operatori
ed enti extrascolastici;
Il C.d.C. stabilisce inoltre:
- le modalità di rapportarsi al gruppo classe, ai gruppi,
ai singoli;
- criteri e indicatori per la verifica e il controllo, in termini
di valutazione ed autovalutazione, della qualità degli esiti
e dei processi.
La dimensione trasversale e formativa degli obiettivi del C.d.C.
impone a quest’ultimo di definire e concordare modelli e strumenti
comuni e nell’estrinsecazione di comportamenti nel rapporto
docente-classe e nel controllo del percorso formativo, anche poiché
sia possibile una ottimizzazione dei livelli di impegno, interesse,
partecipazione e delle modalità di organizzazione, di comunicazione,
di metodo di lavoro, di percepire se e gli altri, interagire nel
gruppo classe, tutti fattori coadiuvanti al tempo stesso obiettivi
comportamenti in una dimensione non cognitiva, nella realizzazione
di un progetto curricolare efficace.
5.1.5. Il docente.
Le attività del G.D., multidisciplinare e dei C.d.C. si
integrano e trovano piena realizzazione nell’azione didattica
del docente, nel quale competenza discipline e capacità relazionale
si fondono nell’atto della comunicazione e, in generale, in
tutti quegli atteggiamenti, comportamenti, decisioni, finalizzati
alla promozione culturale e sociale dell’allievo.
L’insegnante è sintesi e mediatore di quanto stabilito
in sede di gruppo disciplinare, multidisciplinare e di Consiglio
di classe, in un processo educativo continuo e ne controlla la qualità
attraverso gli esiti ( le continue manifestazione dell’allievo)
riportandoli all’interno delle gruppo disciplinare e del consiglio
di classe stesso.
D’altra parte il docente concorre alla realizzazione del
progetto formativo mediante la ricostruzione di un percorso disciplinare
integrato a livello di iter di obiettivi con opportune scelte di
contenuti scandendo i momenti, le fasi e le modalità attraverso
cui sollecitare nell’allievo comportamenti rapportabili agli
obiettivi programmati, generalmente condivisi a livello collegiale
anche nelle sedi opportune.
5.1.6 L’alunno.
E’ chiaro che un progetto educativo di qualità presuppone
la centralità del soggetto educando.
La partecipazione piena in termini di coinvolgimento e di motivazione
da parte dell’alunno è condizione indispensabile per
la realizzazione di un sistema educativo di qualità.
E’ proprio da questa considerazione di base che emerge la
necessità di un’acquisizione bilaterale di un “contratto
formativo” attraversi cui i soggetti coinvolti possano assumere
apertamente precisi impegni di lavoro, o meglio definire compiti,
vincoli e ruoli in funzioni di obiettivi da raggiungere e di aspettative
da realizzare, nelle varie fasi del comune cammino educativo intrapreso.
5.2. Programmazione dell’attività educativo-didattica
nel corso dell’anno curricolare.
Il progetto educativo-didattico che interesserà 4 classi
prime prevede, quindi, tre tipi di intervento.
ü Il primo si riferisce alle variabili di tipo affettivo ed
è orientato:
- all’analisi della situazione di partenza dei ragazzi;
- alla conoscenza, da parte dei docenti, delle caratteristiche
comportamentali ed affettive degli studenti nei confronti delle
singole discipline e della scuola;
- all’individuazione situazioni di difficoltà e/o
disagio;
- a fornire agli allievi gli strumenti di base necessari per affrontare
in modo ordinato e con metodo “scientifico” quanto verrà
affrontato di seguito.
ü Il secondo si riferisce alle variabili di tipo cognitivo
ed è orientato:
- a fornire agli allievi i prerequisiti cognitivi per affrontare
i moduli disciplinari;
- ad affrontare gli argomenti tipici delle singole discipline,
rivisti attraverso la ricerca metodologico-disciplinare realizzata
dai Gruppi Disciplinari, con la costituzione di laboratori di ricerca
nei quali verranno sviluppati rapporti interdisciplinari intesi
però non come trattazione simultanea degli stessi argomenti,
ma come abbattimento della divisione in compartimenti stagni del
sapere.
ü Il terzo intervento si riferisce alla qualità dell’istruzione,
riguarda il procedimento didattico ed è orientato:
- a porre al centro dell'insegnamento il rapporto insegnante-allievi;
l'organizzazione dell'apprendimento se ben attuata, dovrebbe ridurre
la quantità di lavoro e di sforzo educativo necessaria a
controllare la condotta degli allievi.
- a controllare i materiali di apprendimento, l'organizzazione
dei contenuti e degli obiettivi di insegnamento e la disponibilità
di tempo e di risorse per portare a compimento l'istruzione stessa.
- a sviluppare le azioni che costituiscono le componenti essenziali
della qualità dell'istruzione e cioè: 1)i suggerimenti,
cioè le istruzioni fornite al soggetto che apprende; 2) la
partecipazione di questi all'attività di apprendimento (manifesta
o implicita che sia); 3)il rinforzo che l'allievo si assicura in
rapporto all'apprendimento; 4) il feedback e la correzione necessaria
poiché la maggior parte dell'istruzione è a carattere
collettivo e come tale comporta errori e difficoltà per gli
studenti.
5.2.1 Progettazione del curricolo implicito ed esplicito.
Tutti i docenti interessati al progetto, nella fese iniziale dell’a.s.,
procedono alla progettazione dell’intervento educativo-didattico
attraverso la definizione del curricolo implicito ed esplicito.
Essa, nella fase di individuazione delle linee guida e delle strategie
di intervento sia per quanto riguarda il curricolo implicito che
quello esplicito, è di tipo collegiale generale, ossia allargata
a tutti i docenti delle classi interessate dal progetto.
La definizione del curricolo esplicito che avviene anch’essa
nella fase iniziale dell’a.s., è invece affidata ai
Gruppi disciplinari o interdisciplinari.
E’ infine competenza dei singoli consigli di classe calare
ed adeguare le linee guida e le strategie generali di entrambi i
curricoli alle singole realtà di classe.
5.2.1.1. Applicazione, controllo e verifica del curricolo implicito
ed esplicito.
I° quadrimestre.
I Consigli di classe progettano il curricolo implicito e lo assumono
come riferimento operativo nella prima riunione, all’inizio
dell’a.s..
Nella stessa riunione viene adottato anche il curricolo esplicito
progettato dai docenti nei Gruppi disciplinari e/o interdisciplinari.
I docenti procedono quindi, nella quotidiana azione educativa,
all’individuazione delle caratteristiche cognitive e affettive
degli studenti, alla elaborazione del profilo degli stessi e alla
contemporanea didattica dei prerequisiti cognitivi necessari alla
comprensione dei moduli disciplinari successivi.
Una seconda riunione dei C.d.C. è prevista a fine ottobre.
In essa si procede al confronto collegiale dei profili al fine della
verifica e dell’eventuale adeguamento del progetto educativo
nonché al fine della redazione di progetti didattici individuali
e di classe.
I docenti procedono nella didattica dei prerequisiti cognitivi,
nell’analisi delle caratteristiche cognitive ed affettive
degli studenti, applicano i progetti individuali e di classe.
Nella terza riunione dei C.d.C. prevista per metà dicembre
si procede alla verifica dei profili e dell’apprendimento
degli alunni.
I docenti, intanto, procedono alle verifiche relative agli obiettivi
comportamentali e di metodo, alle verifiche relative agli obiettivi
cognitivi stabiliti per il 1° quadrimestre e agli eventuali
aggiustamenti in relazione al progetto didattico individuale e di
classe.
A fine gennaio il C.d.C si riunisce per la verifica sommativa quadrimestrale.
II° quadrimestre.
I C.d.C. tornano a riunirsi a metà marzo per un confronto
sulla revisione dei profili degli studenti e una verifica sui progetti
didattici individuali e di classe.
I C.d.C. di fine aprile procedono alla verifica dell’apprendimento
degli studenti ed evidenziano eventuali particolari situazioni di
sofferenza di profitto al fine di apportare l’ulteriore adeguamento
del progetto educativo individuale.
Fino allo scrutinio finale di giugno i docenti procedono alle verifiche
relative agli obiettivi comportamentali e cognitivi stabiliti per
il 2° quadrimestre e/o per l’a.c.
Parallelamente ai C.d.C. o comunque quanto se ne ravvisa la necessità,
si riuniscono i Gruppi disciplinari e/o interdisciplinari per le
opportune valutazioni e adeguamenti del curricolo esplicito,
5.3. Qualità dell’istruzione e qualità del
servizio.
Il Gruppo qualità, in funzione dei fattori e delle condizioni
rilevate in istituto, definisce, nella fase iniziale dell’a.s.,
gli indicatori di processo e di esito, gli obiettivi e gli standard
qualitativi del servizio educativo.
Essi sono successivamente valutati e discussi in riunioni congiunte
del Gruppo qualità con i Gruppi disciplinari e i Consigli
di classe che avanzano osservazioni per quanto di loro competenza
e dal Gruppo di coordinamento che, considerate le osservazioni,
rende operativi indicatori, obiettivi e standard.
Il Gruppo qualità si riunisce periodicamente nel corso dell’a.s.
per confrontare i processi didattici, organizzativi e di impiego
delle risorse con i rispettivi indicatori al fine di apportare gli
eventuali aggiustamenti e/o aggiornamenti al sistema qualità.
Il Gruppo di coordinamento, infine, definisce gli indicatori per
la valutazione delle prestazioni professionali individuali degli
insegnanti che hanno aderito al progetto e si sono quindi resi disponibili
a collaborare con il Ministero e con il CEDE per l’individuazione
delle procedure relative.
5.4. Scansione delle attività didattiche.
Nella prima parte dell’a.s. si procede alla conoscenza degli
studenti dal punto di vista dei processi cognitivi e delle caratteristiche
affettive attraverso:
a) attività per l’accoglienza (primi giorni di scuola);
b) attività di indagine sulle caratteristiche cognitive
ed affettive effettuata mediante:
n test QSA e/o altro;
n prova di ingresso pluridisciplinare;
n scheda di lettura del giudizio della scuola media;
n tema elaborato dall’alunno.
Subito dopo aver affrontato i punti a) e b) l’attività
didattica entra nel vivo della seconda parte della prima fase che
consiste nell’affrontare in parallelo:
- attività atte a fornire agli allievi
§ strumenti per lo sviluppo di un metodo di studio e di lavoro;
§ i prerequisiti di base;
§ regole di comportamento e di relazione;
e a permettere ai docenti di osservare e dove già possibile
individuare
§ i processi di interazione;
§ gli stili cognitivi
§ le situazioni di difficoltà e/o disagio.
Riorganizzazione dei percorsi didattici, nell’ambito degli
attuali programmi, secondo modalità fondate su obiettivi
formativi e competenze.
Obiettivo.
Primo Individuare il tipo di certificazione che attesta l'adempimento
dell'obbligo di istruzione o il proscioglimento dal medesimo e che
ha valore di credito formativo, indicante il percorso didattico
ed educativo svolto e le competenze acquisite. da ciascun allievo
che, a conclusione dell’anno scolastico, è prosciolto
dall’obbligo o vi abbia adempiuto senza iscriversi alla classe
successiva.
Tale certificazione sarà riportata su un modello di certificazione
adottato con decreto del ministro della pubblica istruzione e attestante
il percorso didattico ed educativo svolto dall’allievo, e
ne indica le conoscenze, le capacità e le competenze acquisite
mediante idonei descrittori, che devono essere riferiti ai risultati
conseguiti sia nel curricolo ordinario sia nelle attività
modulari e nelle esperienze, anche personalizzate, realizzate in
sede di orientamento, riorientamento, arricchimento e diversificazione
dell’offerta educativa e formativa.
Secondo Giungere alla definizione di un curricolo quinquennale
nel quale siano definiti gli obiettivi formativi previsti e le competenze
che gli studenti possono acquisire per ogni anno di corso e complessivamente.
Metodologia
Riunioni dipartimentali e interdipartimentali dei docenti che ,
sulla base degli obiettivi generali attualmente indicati dal Ministero
e sulla base delle figure professionali previste, ridefiniscono
obiettivi, formativi, contenuti, moduli didattici, tempi in base
alle competenze generali e professionali che gli studenti dovrebbero
possedere alla fine di ogni anno di corso e alla termine del curricolo.
Tempi
25 ore di incontri di valutazione e ricerca per ogni dipartimento
disciplinare già previste all’interno delle disponibilità
orarie dei docenti
Le relazioni finali dei gruppi dipartimentali saranno presentate
al Collegio docenti e al Consiglio di Istituto in modo da divenire
punto di riferimento per tutti i docenti, per gli studenti e le
loro famiglie nell’ambito dei processi di qualità dell’istruzione.
Flessibilità dell’orario e diversa articolazione della
durata della lezione nel rispetto del monte ore annuale complessivo
previsto per ciascun curricolo e per ciascuna delle discipline e
delle attività comprese nei piani di studio.
Dopo attenta valutazione l’istituto delibera di adottare
la seguente articolazione della durata della lezione:
1. dall’unità oraria di 50 min. assunta con motivata
delibera dal Collegio docenti e dal Consiglio di istituto per ragioni
do ordine esterno alla scuola, si passa all’unità oraria
di
75 min;
2. l’orario giornaliero delle lezioni invece di avere la
scansione 8,20-9,10-10,0-10,50-11,40-12,30-13,20 14,10-15,0-15,50-16,40
assume la scansione seguente:
8,20-9,35-10,50-12,05-13,20 14,10-15,25-16,40;
Si ritiene che con la suddetta articolazione oraria delle lezioni
dovrebbero derivare benefici:
· alla didattica potendo il docente disporre, anche nel
caso di singola unità di lezione, di un tempo ragionevole
per poter condurre a conclusione una singola unità didattica;
· agli studenti i quali avranno giornalmente un numero inferiore
di materie diverse a tutto vantaggio di una preparazione che potrà
concentrarsi su un numero inferiore di argomenti;
· all’organizzazione generale della scuola perché
comporterà minori spostamenti di gruppi di studenti da una
classe all’altra o dalla classe ai laboratori.
Naturalmente esistono alcuni problemi con le discipline che hanno
scansioni settimanali di 2 o di un’ora ma esse si risolvono
facilmente applicando l’articolazione modulare e la scansione
plurisettimanale dell’orario di cattedra con alternanza tra
le discipline interessate.
Articolazione flessibile del gruppo classe, delle classi o sezioni.
Con opportune soluzioni organizzative e o previo accordo con i
docenti interessati, sarà possibile pensare ad una suddivisione
del gruppo classe per interessi o per esigenze degli studenti.
Così potranno crearsi gruppi interessati a ricerche bibliografiche
o su Internet che potranno utilizzare le attrezzature librarie o
telematiche della scuola
Potranno formarsi gruppi di studio di tematiche o problematiche
particolari trasversali o specifiche dei vari indirizzi assistiti
da uno o più docenti interessati.
Potranno formarsi gruppi interessati al recupero o al sostegno
allo studio i quali avranno a disposizione docenti sia nelle ore
antimeridiane che nelle attività pomeridiane di scuola aperta
Organizzazione di iniziative di recupero e di sostegno
Corsi di recupero di inizio anno scolastico
Come è noto agli scrutini di giugno gli studenti possono
essere promossi all'anno di corso successivo con debito formativo
Essi pertanto ricevono, a casa, una lettera con l'indicazione delle
materie nelle quali si sono state riscontrate lacune di preparazione.
La prima parte di tale lettera si riferisce alle materie nelle
quali le lacune sono più rilevanti, per il recupero delle
quali l'istituto mette a disposizione gli insegnanti al fine di
consentire agli studenti di frequentare corsi guidati. Le materie
in questione sono contrassegnate da un cosiddetto 6 rosso.
La seconda parte di tale lettera si riferisce alle materie nelle
quali le lacune sono meno rilevanti, per il recupero delle quali
lo studente, a giudizio dei docenti, ha capacità di recupero
autonomo con studio a casa eventualmente assistito
I corsi che la scuola organizza per gli studenti che si trovano
nella prima situazione si tengono nel periodo iniziale dell’a.s.
(inizio della scuola-metà ottobre) dell’a.s. successivo
a quello nel quale si sono riscontrate le carenze.
Come è ormai prassi consolidata dell’istituto i corsi
di sostegno di questo tipo si svolgono secondo le seguenti modalità:
I corsi di recupero sono effettuati dall’inizio della scuola
alla fine di settembre come orario aggiuntivo dopo le lezioni curricolari;
in orario pomeridiano dall’inizio di ottobre fino alle date
stabilite dai singoli docenti.
Si utilizzano apposite schede registri dove vanno annotate, tra
l'altro, le assenze degli studenti che saranno segnalate al collaboratore
del preside all’uopo delegato.
Il docente effettuerà il corso, le verifiche finali, e trascriverà
il risultato (recupero, non recupero, recupero parziale) su apposito
modulo;
I risultati dovranno altresì essere trascritti sul libretto
dello studente.
Gli studenti interessati possono prendere visione degli orari dei
corsi esposti nella bacheca dell'istituto prendendo come riferimento
gli insegnanti delle materie oggetto di recupero.
Il mancato recupero non comporta l'esclusione dalla frequenza dell'anno
scolastico in corso ma se esso rimarrà tale fino agli scrutini
finali del '2000 influirà negativamente sul risultato finale.
Corsi di recupero in itinere.
Nel corso dell’anno scolastico i corsi di recupero sono attivati
a richiesta del docente che determina la modalità di svolgimento
e individua gli studenti interessati ai corsi stessi.
Il docente sceglie la modalità tra le seguenti:
1. Pausa didattica. Il docente, come previsto nella sua programmazione,
sospende temporaneamente le lezioni relative al programma curricolare
per dedicare alcune ore di lezione al recupero. Gli studenti che
non hanno bisogno di recupero possono effettuare attività
di studio e/o ricerche presso la biblioteca o aggregandosi a gruppi
di studio
2. Recupero nell’area dell’integrazione o di approfondimento.
I docenti con la stessa procedura indicata precedentemente possono
utilizzare gli spazi dell’area dell’integrazione nelle
classi del Progetto 2002 o dell’area dell’approfondimento
nelle classi del corso odontotecnico.
3. Recupero extracurricolare. I docenti, dopo aver individuato
gli studenti che hanno necessità di recupero, stabiliscono
possibilmente in accordo con gli studenti stessi l’orario
aggiuntivo rispetto a quello curricolare (pomeridiano) per effettuare
i corsi di recupero
Corsi di sostegno allo studio.
L’istituto intende riprendere l’iniziativa sperimentale
avviata lo scorso anno scolastico relativa alla organizzazione di
corsi di sostegno allo studio.
L’attività è organizzata nel modo seguente:
1. Gli studenti hanno la possibilità di studiare e svolgere
le esercitazioni loro assegnate a scuola.
2. Essi sono assistiti dai docenti di tutte le materie che intervengono
con aiuti e consigli rispetto agli argomenti sviluppati nelle lezioni
curricolari
Progetto O.R.S.A.
Fase A5
PROGETTO SUL CAMPO
ORIENTAMENTO – RIORIENTAMENTO – SCUOLA – AUTONOMIA
UN PROGETTO DI RETE PER ORIENTARE IN SISTEMA
Fase 1- Pianificazione del progetto
Costituzione rete di scuole: Liceo Scientifico “Marconi”,
Liceo Classico Ling. Pedag. “Mamiani”, I.T.C. “Bramante”,
I.T.A.. “Cecchi”, I.P.S.I.A. “Benelli”,
I.P.S.S.A.R.-I.P.S.S.C.T. “S.Marta e G.Branca”, I°
Circolo Didattico Fano, Istituto comprensivo Macerata Feltria, (Scuola
Media “Leopardi”, Scuola Media “Olivieri”).
Aggregazioni previste:ISA “Mengaroni”, ITG “Genga”,
S.M. Galilei.
Situazione di partenza: I problemi inerenti l’innalzamento
dell’obbligo scolastico, l’elevato tasso di dispersione
scolastica, il fenomeno delle ripetenze, e risultati scolastici
non adeguati alle reali potenzialità degli alunni sono fattori
le cui cause possono essere ricercate nella mancanza di un’attività
di orientamento e riorientamento volta a fare emergere negli alunni
la consapevolezza delle proprie attitudini ed inclinazioni affinché
possano compiere le scelte più idonee durante il loro percorso
scolastico e formativo.
ATTIVITA’ DEL PROGETTO:
AZIONI DI SCUOLE APPARTENENTI AL CICLO PRIMARIO E SECONDARIO COLLEGATE
IN RETE E CON LA FORMAZIONE PROFESSIONALE PER CONSENTIRE L’ORIENTAMENTO
FORMATIVO IN CONTINUITA’ ORIZZONTALE E VERTICALE.
RISULATI ATTESI:
1) diminuzione della dispersione scolastica;
2) costituzione di un sistema di certificazione di competenze nei
momenti di passaggio tra le varie fasi di ogni ciclo e fra un ciclo
e l’altro di studi;
3) creazione di un sistema flessibile di orientamento all’interno
del ciclo primario e di riorientamento nel biennio del ciclo secondario
mediante “passerelle”, nell’ottica del prolungamento
dell’obbligo scolastico.
OBIETTIVI:
ORGANIZZATIVI
1) Costituzione rete di scuole appartenenti al ciclo primario e
secondario;
2) Accordi di programma;
3) Scambi professionali tra diverse scuole;
4) Costituzione in rete di un Osservatorio con funzioni di monitoraggio,
documentazione, valutazione, e di un Laboratorio di progetto.
DIDATTICO – PEDAGOGICI
Creazione di un Laboratorio Didattico in rete con i seguenti compiti:
1) definizione di competenze e capacità: portare a sistema
la certificazione delle competenze dalla scuola materna alla fine
del biennio superiore creare strumenti di registrazione periodica
di conoscenze e competenze;
2) elaborazione di curricoli per l’orientamento formativo.
TECNICI
1) certificazione delle competenze;
2) convenzioni
3) protocolli di intesa (tra scuole, con la formazione professionale,
con la Confindustria, con il mondo del lavoro)
ECONOMICI
1) creare sinergie mettendo in comune risorse umane e finanziarie;
2) realizzare un corretto rapporto costi-benefici.
COMUNICAZIONE/MARKETING
1) Diffusione delle informazioni tra gli utenti del sistema di
supporto per un orientamento nella continuità attraverso
gli organi di stampa,gli Enti territoriali, materiale informativo
cartaceo e informatico, incontri con i genitori e gli allievi.
Progettazione esecutiva
Fase 2- Formazione dei formatori
Formazione dei formatori (responsabili dei vari laboratori attivati:
osservatorio, laboratorio di progetto, laboratori didattici): 80
persone ca..
Formatori:i Dirigenti Scolastici, formatori esterni (esperti del
mondo del lavoro, della Formazione professionale, dell’Università
e degli Istituti di ricerca)
Periodo:1-15 settembre 2000, per 20 ore
Sede fisica: CSA (Centro di Supporto per l’Autonomia) da
costituirsi nei locali messi a disposizione dal Comune di Pesaro.
1) orientamento formativo (natura del problema, fondamenti normativi,
modalità operative, compiti delle scuole).
2) acquisizione competenze progettuali.
Fase 3- Formazione del personale docente
Formazione del personale docente impegnato nella realizzazione
dei progetti
Formatori: docenti già formati nella fase A.
Periodo: settembre-ottobre 2000
Sede fisica: CSA (Centro di Supporto per l’Autonomia) e singoli
istituti scolastici.
1) Orientamento formativo (natura del problema, fondamenti normativi,
modalità operative, compiti della scuola);
2) Elaborazione progetti specifici.
Modalità Operative della Formazione (fase A e B):
lezioni input
presa di visione materiali (normative ed altro)
lavoro di gruppo
Fase 4- Strutturazione dell’Osservatorio e dei laboratori
A.Creazione di un Osservatorio con compiti di:
- documentazione
- monitoraggio
- valutazione
costituito da:
Banca dati
Archivio materiali documentari
Statistiche
Indagini su fenomeni come dispersione scolastica,
orientamento scolastico e professionale
bisogni del territorio
partners disponibili
Sede fisica: CSA e/o una delle scuole della rete provvista di adeguata
strumentazione multimediale. Utilizzo del dominio Internet della
Provincia e/o il sito del Liceo scientifico messo a disposizione
delle scuole della rete.
Modalità operative:
produce strumenti di indagine, di rilevazione dati, di monitoraggio,
controllo, verifica e valutazione dati che mette a disposizione
dei partners di rete e di altri enti territoriali coinvolti nella
tematica del progetto.
E’ gestito da un’equipe composta da dirigenti scolastici
delle scuole della rete, da dirigenti ed esperti del Comune di Pesaro
e della Provincia di Pesaro e Urbino e coadiuvato da docenti esperti
di monitoraggio e di valutazione della qualità.
B. Laboratorio progettuale
Si occupa di:
- elaborare azioni progettuali di rete per migliorare la qualità
del servizio complessivo di orientamento formativo delle scuole
della rete;
- attivare partnership con il territorio, in particolare con gli
enti locali per creare sinergie e ottimizzare le risorse.
E’ costituito dai dirigenti delle scuole della rete, dalle
F.O. per l’orientamento delle singole scuole e da esponenti
degli E.E.L.L. e del Sistema di Formazione professionale del territorio,
comprese le Associazioni di categoria.
Il gruppo è integrato da figure docenti esperti nella progettazione
della qualità.
Sede fisica: CSA
Modalità operative:
In base agli strumenti di analisi dei bisogni e della realtà
forniti dall’Osservatorio, elabora percorsi in grado di migliorare
la qualità dell’orientamento in continuità,
mediante la costituzione di curricoli formativi orientanti come,
ad esempio, modulistica che raccolga in logica di sistema indicazioni
su attitudini, conoscenze, competenze, capacità nella progressione
del curricolo dalla scuola materna fino all’istruzione superiore.
Nello specifico, elabora progetti in grado di migliorare la qualità
dell’orientamento nella fase di passaggio dal I° ciclo
al II° ciclo di istruzione, anche nell’ottica dell’elevamento
dell’obbligo scolastico e dell’orientamento post-secondario.
Allo scopo produce moduli di orientamento formativo da inserire
negli ultimi anni del I° ciclo e nei primi anni del II°
ciclo (passerelle) utilizzando gli strumenti offerti dalla scuola
dell’autonomia (flessibilità, compensazione 15% ecc.).
Gestisce inoltre, con adeguati progetti corrispondenti ai bisogni
del territorio, il riorientamento e il sistema dei passaggi da un
indirizzo di studi all’altro (passerelle) individuando le
modalità possibili, le risorse in campo utilizzabili e le
alternative riorientanti, sia scolastiche che extrascolastiche,
nell’ottica dell’obbligo della formazione in sistema
integrato.
Elabora inoltre modelli di certificazione delle competenze, dopo
aver individuato indicatori e standard comuni nei diversi livelli
da utilizzare ai fini della facilitazione nei passaggi tra i vari
indirizzi e dell’uso dei crediti formativi.
C. Laboratorio didattico
E’ un sistema di coordinamento degli specifici laboratori
didattici costituiti in ogni scuola ed ha il compito di produrre
nello specifico i singoli moduli integrati di passaggio e riorientamento
corredandoli con gli specifici curricoli.
Ha lo scopo, inoltre, di curare la flessibilità dei curricoli,
sì da poter accogliere i moduli riorientati in ottica sistemica.
E’ costitutito dai responsabili dei Dipartimenti disciplinari
delle singole scuole, con il contributo di esperti di didattica
modulare, anche esterni.
Sede fisica: per l’attività di coordinamento:
CSA.
Presso ogni singola scuola: laboratorio specifico.
Modalità operative:
Produce in concreto specifici moduli integrati di passaggio e di
orientamento, con collaborazione organica di docenti di scuole diverse.
Fase 5- Comunicazione e informazione
-Produzione di materiali informativi cartacei (manifesti, depliants
etc.) e informatici sul piano dell’offerta di rete. Diffusione
stampa locale, coinvolgimento (anche mediante incontri e pagine
Web ) di EE.LL,. genitori e alunni.
Fase 6-Attuazione dei moduli di orientamento e riorientamento
-Realizzazione presso le scuole consorziate dei moduli di orientamento
nelle scuole medie e dei moduli integrati per le passerelle nelle
scuole secondarie.
-Produzioni di certificazioni e crediti formativi.
-Diffusione del modello in tutte le scuole del territorio
GESTIONE RISORSE
Risorse umane
Laboratorio di progetto – Osservatorio tot. 30 persone
Per ogni scuola 3 persone: Dirigente, F.O. orientamento, 1 componente
commissione qualità.
Laboratorio didattico tot. 50 persone.
Per ogni scuola 5 persone: docenti coordinatori di dipartimenti
didattici.
Totale risorse umane impegnate nel progetto: 80 unità
Risorse finanziarie
Fino ad un massimo del 20% (minimo 10%) del fondo di Istituto delle
singole scuole.
Verranno compensate fino a 30 ore le unità impegnate nel
progetto e nei laboratori, per un totale di 240 ore, corrispondenti
ad un importo di circa 72.000.000 + 8.000.000 per collaborazioni
aggiuntive personale A.T.A.
Costo moduli di orientamento (IDEI)
24 ore (1 moduli x 2 scuole medie per ogni istituto del secondo
ciclo)
(12 ore + 12 ore)
Totale 7.200.000
1.200.000 per ogni Istituto superiore che partecipa al progetto,
gestendo un modulo di orientamento per ogni scuola media coinvolta.
I moduli potranno essere distribuiti negli ultimi due anni del
ciclo primario (36 ore all’anno)
Costo collaborazioni esterne e informazione
Per collaborazioni esterne e materiali informativi (comunicazioni
– marketing) dal fondo per il miglioramento dell’offerta
formativa £.1.000.000 per ogni scuola.
Totale £. 10.000.000.
Formazione e aggiornamento in rete
£.1.000.000 per ogni scuola
Totale £. 10.000.000 (fondi per formazione connessi alla
440)
Integrati con i fondi per la formazione dati alle scuole-polo per
l’orientamento e l’obbligo scolastico.
Iniziative di orientamento scolastico e professionale
Orientamento, promozione e continuità educativo-didattica
Orientamento In Entrata E Promozione Dell’istituto
1) calendarizzare gli incontri di informazione nelle scuole medie
previa acquisizione delle disponibilità dei docenti
2) concordare la tipologia degli incontri (al mattino con le classi,
al pomeriggio con i genitori, invio del materiale informativo, ecc…);
3) progettare la pubblicità su radio, giornali e riviste
specializzate concordandola e valutandola con la Presidenza in collaborazione
con la segreteria e l’ufficio economato;
4) ulteriori progetti per l’orientamento in entrata (come
per es. la partecipazione degli studenti delle scuole medie a lezioni
particolarmente significative e ai laboratori).
Orientamento In Uscita
1) progettare l’orientamento verso il mondo del lavoro o
verso la prosecuzione degli studi (post- diploma, diplomi universitari
e lauree) previo accordo con la Presidenza; gestire l’orientamento
nel corso del terzo anno come fase informativa (verso il mondo del
lavoro o verso la prosecuzione degli studi); nel quarto anno come
fase formativa; nel quinto anno come progettuale di scelta o al
lavoro o alla prosecuzione degli studi.
2) ri-orientamento come risposta al disagio in collaborazione con
il C.I.C.;
3) verifica delle attività svolte attraverso la distribuzione
di un questionario.
Continuita’ Scuola Media – Scuola Superiore
1) progettare la collaborazione con la scuola media razionalizzandone
i collegamenti, al fine di costituire una reale continuità
tra i diversi ordini scolastici, anche attraverso la raccolta di
documenti;
2) dare alla programmazione didattica per le classi del biennio
il supporto di una concreta base di informazioni sulle situazioni
iniziali degli alunni;
3) realizzazione di esperienze didattiche comuni;
4) programmare incontri e laboratori tra i docenti dei due ordini;
5) verifica e valutazione delle procedure.
Libretto “Curricolo dello studente”
L’istituzione di un libretto che raccolga su un documento
unico e facilmente maneggiabile, tutto il curricolo dello studente
è un’esigenza, ripetutamente avvertita negli scrutini
finali ma anche nei consigli di classe intermedi.
Il collegio docenti quindi, sulla base di una proposta del gruppo
di lavoro formato da docenti presenti al seminario di Fiuggi, ha
elaborato un libretto denominati “curricolo dello studente”
Esso riporta oltre agli ovvi dati anagrafici dello studente la
provenienza intesa come istituto di scuola media inferiore, il giudizio
e il risultato dell’esame di licenza, gli esiti delle prove
d’ingresso e le valutazioni in itinere fino alla certificazione
delle competenze di ogni anno curricolare e finale.
In via sperimentale il libretto è stato stampato, nel corrente
a.s., in un numero di copie pari agli iscritti al primo anno di
corso.
La compilazione del libretto sarà curata dal coordinatore
di classe che riporterà, ad inizio d’anno, tutte le
informazioni relative alla provenienza e successivamente le valutazioni
e le considerazioni che il C.d.C. riterrà di esprimere circa
l’andamento scolastico dello studente.
Il libretto è conservato nell’ufficio didattica e
ovviamente protetto da privacy come contenitore di informazioni
sensibili.
Nelle pagine successive sono riportate alcune sezioni del libretto
in parola.
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO
“G. BENELLI”- PESARO
CURRICOLO DELLO STUDENTE
A.S. di ingresso
A.S.di uscita
per diploma
per qualifica
per trasferimento
per abbandono
A.S. di rientro da abbandono
Anno scolastico Indirizzo di corso
Classe prima
situazione di ingresso
1.Proveniente da:
Denominazione
Data iscrizione
Valutazione/situazione
Scuola media
(1)
Stesso istituto
(2)
Altro istituto
(3)
Giudizio analitico scuola media:
Risultati delle prove d’ingresso
Materia o gruppi di mat.
Breve giudizio analitico
Area linguistica
Area logico -matematica
Situazione socio-relazionale
(1) sufficiente, buono, distinto, ottimo (2) proveniente dal corso
……… (3) trasferito da ……………………………
Anno scolastico Indirizzo di corso
CLASSE PRIMA
CONSIGLI DI CLASSE E SCRUTINI INTERMEDI
NOVEMBRE
FEBBRAIO
APRILE-MAGGIO
Andamento disciplinare:
Andamento disciplinare:
Andamento disciplinare:
Andamento didattico:
Andamento didattico:
Andamento didattico:
Materie che necessitano di recupero:
Materie che necessitano di recupero:
Materie che necessitano di recupero:
Iniziative specifiche adottate dal CdC:
Iniziative specifiche adottate dal CdC:
Iniziative specifiche adottate dal CdC:
Anno scolastico Indirizzo di corso
ESITI DELLA CLASSE PRIMA
H Promosso con votazione media
H Promosso con debiti formativi in :
Discipline
Studio autonomo
Corsi di recupero
1.
3.
4.
5.
H Non promosso
Anno scolastico Indirizzo di corso
CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE DISCIPLINARI
AL TERMINE DEL 1° ANNO DI CORSO
DISCIPLINA MODULO ORE MODULO
COMPETENZA ACQUISITA GRADO
PROGETTI DIDATTICI RELATIVI ALL’ELEVAMENTO DELL’OBBLIGO
L'elevamento dell'obbligo nel primo anno di scuola secondaria superiore,
che conserva l'attuale ordinamento, richiede una gestione flessibile
del curricolo.
La programmazione e la realizzazione dell'attività didattica
sono finalizzate al successo formativo, da perseguire anche con
iniziative di riorientamento verso percorsi formativi diversi da
quelli scelti, compresi quelli offerti dalla formazione professionale.
L’Istituto Benelli , in particolare, promuove iniziative
di:
a) accoglienza, analisi delle competenze, consolidamento delle
scelte o riorientamento, che si realizzano attraverso progetti e
materiali strutturati adottati o prodotti dai docenti;
b) agevolazione del passaggio da altri indirizzi di scuola secondaria
superiore attraverso specifici protocolli di intesa tra gli istituti
superiori per la determinazione di “passerelle” e delle
conseguenti attività didattiche, da realizzare anche in collaborazione
con le scuole di provenienza o destinatarie dei passaggi;
c) predisposizione di percorsi integrati, ferma restando la competenza
dell’istituto in materia di certificazione delle attività
svolte, che si realizzeranno attraverso la stipula di convenzioni
con il Centro di Formazione Professionale.
Rilevazione quadrimestrale delle situazioni educative nelle prime
classi anche in funzione delle determinazioni derivanti dall’obbligo
scolastico
Dalla rilevazione dell’andamento didattico del 1° quadrimestre
nelle classi prime risulta che numerosi studenti hanno conseguito
un profitto non positivo.
La scuola intende porre in essere tutti gli accorgimenti e gli
strumenti a disposizione per garantire il successo formativo degli
studenti e, stante la legge 9/99 sull’obbligo di istruzione
e il relativo Regolamento 323/99, si impegna a consultare tutti
i genitori degli studenti in difficoltà per definire responsabilmente
il percorso formativo che gli studenti suddetti hanno la possibilità
di compiere al fine di un successo formativo finale.
Dalle valutazioni emerse nei consigli di classe le situazioni si
prospettano secondo le seguenti tipologie:
1. Profitto non positivo dovuto a carenze pregresse ma presenza
di impegno e buona volontà. I docenti si impegnano, anche
mediante corsi di recupero individualizzati a portare a buon fine
l’anno scolastico;
2. Profitto negativo e serie difficoltà per carenze pregresse
nelle materie teoriche. Atteggiamento passivo dello studente. Possibilità
di affrontare un corso di formazione professionale più pratico.
Passaggio alla Formazione professionale con un corso parallelo concordato;
3. Profitto negativo e rifiuto dello studente a proseguire il corso
di studi dell’istruzione professionale e scelta precisa per
il passaggio alla formazione professionale regionale;
4. Profitto negativo dovuto a mancanza di voglia di studiare ma
rifiuto di passare alla Formazione professionale o ad altro istituto.
Presa di coscienza chiara dei genitori e degli studenti sulla impossibilità
di ottenere un successo finale in queste condizioni. Impegno esplicito
e dichiarato alla serietà dell’impegno;
5. Profitto negativo o non negativo ma volontà di passare
ad altro istituto statale superiore. Saranno attivati moduli di
passaggio come prevede il Regolamento sull’obbligo in collaborazione
tra gli istituti interessati.
I genitori e gli studenti dovranno esprimere le proprie considerazioni
e la propria volontà a seconda delle situazioni e dichiarare
per iscritto le scelte effettuate su apposito modulo.
ISTITUTO PROFESSIONALE DI STATO PER L’INDUSTRIA E ’ARTIGIANATO
“G. BENELLI”- PESARO
Modello Obbligo
Modulo per la certificazione delle scelte effettuiate dai genitori
e dagli studenti del primo anno in obbligo di formazione
Il sottoscritto genitore dell’alunno
frequentante la classe 1^ di questo istituto dopo
aver avuto un colloquio con il Preside/ con il Prof./ssa
in relazione alla situazione formativa rilevata al primo quadrimestre,
sentite le possibilità
che si offrono al fine di evitare un insuccesso formativo finale
dichiara di effettuare la
seguente scelta:
q Il proprio figlio vuole continuare a rimanere nell’istituto;
pertanto egli si impegna a studiare, ad essere sempre presente a
scuola, a seguire con attenzione le lezioni, a rispettare tutte
le consegne degli insegnanti e a seguire con profitto i corsi di
recupero
q Il proprio figlio non intende avvalersi delle possibilità
di passaggio alla FP o ad altri istituti; vuol rimanere nell’istituto
pur dichiarando di non aver voglia di studiare e di impegnarsi.
Il sottoscritto quindi prende atto che in queste condizioni la promozione
finale è preclusa.
q Dichiara di provvedere personalmente all’educazione del
proprio figlio (educazione paterna) per cui sceglie di ritirarlo
dalle lezioni
q Sceglie il passaggio alla Formazione professionale regionale.
Allo scopo impegna il figlio e seguire i corsi che saranno attivati
in collaborazione con il Centro Locale di Formazione
q Sceglie il passaggio ad altro istituto secondario superiore e
impegna il figlio a seguire i moduli di raccordo che saranno attivati
in collaborazione con le altre istituzioni scolastiche
Il genitore esercitante la patria potestà Firma dell’alunno
Il Preside /docente
Pesaro lì
Protocollo d’intesa
PROVVEDITORATO AGLI STUDI E PROVINCIA DI PESARO E URBINO
- Visto l’art. 21 della Legge n. 59 del 15 marzo 1997;
- Vista la Legge n. 196 del 26 giugno 1997;
- Vista la Legge n. 440 del 18 dicembre 1997;
- Vista la Legge n. 9 del 20 gennaio 1999;
- Visto il D.M. n. 323 del 9 agosto 1999;
- Visto il D.M. n. 179 del 19.07.1999
Premesso che
L’obbligo Scolastico deve tradursi in una concreta attuazione
del diritto-dovere di istruzione e nella predisposizione di tutte
le iniziative atte a garantire il successo formativo e capaci di
promuovere nei giovani conoscenze e capacità critiche necessarie
e anche per scelte consapevoli .
La Scuola Secondaria Superiore, secondo le disposizioni citate
sopra, può nella sua autonomia, realizzare percorsi integrati
e sollecitare apporti esterni utili a risolvere alcune situazioni
poste dall’innalzamento dell’obbligo.
La titolarità dell’assolvimento dell’obbligo,
compete alle istituzioni scolastiche statali e non statali abilitate
al rilascio di titoli riconosciuti dallo Stato, salvo il caso di
impegno dei genitori o di chi ne fa le veci di provvedervi privatamente.
Gli Istituti di S.S.S., possono progettare e realizzare, per il
primo anno di Istruzione secondaria superiore, interventi formativi
da svolgersi in convenzione con i Centri di Formazione Professionali
riconosciuti/convenzionati dalla Provincia di Pesaro e Urbino
convengono di stipulare il seguente accordo
ART. 1
Gli Istituti di Scuola Secondaria Superiore sono titolari dell’assolvimento
dell’obbligo scolastico e della relativa certificazione e
sono pertanto tenuti ad acquisire le domande di iscrizione
ART. 2
Gli Istituti di Scuola Secondaria Superiore progetteranno, previa
intesa con le Scuole ed i Centri di Formazione Professionale citati
in premessa , moduli di raccordo al 2°anno dei Corsi di qualifica
professionale.
Detti moduli, che saranno riconosciuti a livello provinciale, avranno
una durata minima pari alla quota di flessibilità del 15%
di cui all’art 8 del Decreto 9 agosto 1999 n° 323 e massima
tale da non superare un monte ore settimanale pari a 38.
ART. 3
L’attività formativa potrà essere realizzata
anche presso le strutture formative provinciali (pubbliche o convenzionate).
In questo caso le Scuole ed i Centri di Formazione Professionale
si impegnano a mettere a disposizione dell’attività
formativa i propri laboratori ed attrezzature.
Gli istituti di S.S.S. provvederanno con proprie risorse alla copertura
dei costi previsti per ciascun modulo ( docenze, materiale didattico
e di consumo, INAIL, etc.
ART. 4
I Centri e le Scuole di Formazione professionale si impegnano ad
adeguare il programma didattico/formativo del 2° anno, alle
competenze acquisite con i modulo di cui sopra al fine di consentire
agli allievi di sostenere l’esame di qualifica professionale
di cui alla legge 845/78
ART. 5
Progetti operativi (definizione obiettivi, definizione e certificazione
competenze, strutturazione e definizione oraria dei moduli, organizzazione
del processo didattico etc.) saranno definiti mediante convenzione
diretta tra le strutture scolastiche coinvolte.
ART 6
Modifiche/integrazioni al presente accordo potranno essere apportate
in qualsiasi momento, con il consenso delle parti qualora, a seguito
di variazioni dell’attuale legislazione nazionale e regionale,
si rendesse opportuno un suo adeguamento.
Il presente accordo si applica a partire dall’anno scolastico/formativo
1999/2000 ed avrà valenza triennale.
Firmato Firmato
Provveditorato agli studi di Pesaro e Urbino Provincia di Pesaro
e Urbino
Protocollo d’intesa
Avente per oggetto
“Procedimento di passaggio studenti del primo anno a diverso
indirizzo di studi”
tra
i Dirigenti scolastici, di seguito indicati, in rappresentanza
dei rispettivi Istituti di Istruzione S.S.:
Istituto
Preside
IPSIA “G.Benelli” di Pesaro
Rodolfo Filippini
IPSIA “A. Volta” di Fano
Vincenzo Serio
ITIS “E. Mattei” di Urbino
Federico De Cillis
ITA “A.Cecchi di Pesaro
Dante Cecchini
ITC “Battisti” di Fano
Aldo Mosca
L.S. “G. Marconi” di Pesaro
Gustavo Ferretti
ITC “D.Bramante” di Pesaro
Aldo Scalera
IPSSAR “S.Marta” di Pesaro
M.G.Grandi
Isa Urbino
Aliventi
ITG “G.Genga” di Pesaro
Gianfranco Mariani
L.C. “Nolfi” di Fano
M.L. Martelli
L.S. “Torelli” di Fano
Marcello Conti
L.C. “Mamiani” di Pesaro
Antonio Nanni
L.C. “Raffaello” di Urbino
Salvatore Liberto
L.C. “Storoni” di Pesaro
Daniela Tagliatesta
L.S. “Montefeltro” e IPSIA Sassocorvaro
Giuseppe Franchini
L.S. “Laurana” di Urbino
Francesco Mazzia
I.M. “Carducci” di Fano
Flavio Grilli
ITC “Celli” di cagli
Giona Viti
ITC “Donati” di Fossombrone”
Rodolfo Bonci
ITC “Einaudi” di Novafeltria
Roberto Monacchi
ITCG “Della Rovere” di Urbania
Paolo Di Tommaso
IPSCT “Olivatti” di fano
Gabriele Paci
ISA “Mengaroni” Pesaro
Giuseppe Campagnoli
Premesso che
§ con la legge n. 9. del 20 gennaio 1999, e D.M. 323 del 9
agosto 1999 si stabilisce l’obbligo di attivare procedure
di riorientamento
§ di conseguenza si rende necessario concordare tra le S.S.S.
le procedure, modalità e tempi, che garantiscano
1. l’attuazione dei passaggi tra ordini ed indirizzi diversi
di S.S.S., laddove richiesti da alunni e genitori esercenti la patria
potestà;
2. l’attivazione dei moduli didattici di raccordo tra diversi
ordini ed indirizzi
i Dirigenti scolastici
convengono quanto segue
Art.1. Avvio del procedimento.
Si definisce Istituzione Scolastica Titolare IST(del procedimento)
quella ove studia l’alunno e Nuova I.S. NIS quella dove l’alunno
si vuole trasferire. Il procedimento è quindi avviato dalla
IST che, entro il 29.2.2000,segnala alla NIS gli alunni che hanno
espresso esplicita volontà di passare ad altra istituzione
scolastica, ai fini di avviare la progettazione di moduli di raccordo
da attivare entro la prima decade di marzo s.a.
Le scuole individueranno i docenti disponibili per progettare i
moduli di passaggio mediante il confronto degli obiettivi disciplinari
e la definizione delle competenze minime in uscita e in ingresso
necessarie a garantire il buon esito del passaggio.
Art.2. Attuazione moduli
Il consiglio di classe della IST, individuate e determinate le
competenze minime delle discipline comuni, coprogetta con i docenti
della NIS i moduli di raccordo. I docenti della NIS determinano
le competenze minime da acquisire in tali moduli formativi di raccordo
coerenti con i curricoli della NIS stessa.
Particolari moduli di raccordo, per studenti provenienti da IST
diversi ma che intendano accedere allo stesso NIS, possono essere
attivati da un unico IST, in base alle proprie competenze di indirizzo,
con compartecipazione alle spese in percentuale al numero degli
studenti provenienti dai diversi IST.
Art.3-Monte ore complessivo
Per l’effettuazione dei moduli di raccordo si può
utilizzare per compensazione la riduzione del 15% del monte ore
annuale delle discipline della IST e un orario aggiuntivo in modo
tale che il monte ore complessivo non superi le 36 ore settimanali
o le 40 negli istituti professionali e d’arte.
Art.4- Valutazione finale
La valutazione finale avviene presso l’IST come da normativa.
In caso i docenti della NIS abbiano impartito lezioni all’alunno
oggetto del passaggio, la due IS concordano la data dello scrutinio
per evitare sovrapposizioni di impegni ai docenti stessi.
Art.5-Standard di competenza
Le istituzioni scolastiche si impegnano a favorire la ricerca didattica
e disciplinare, attivata anche tra più I.S. a ciò
convenzionate, finalizzata a fissare gli standard di conoscenza
e i livelli di competenza tra le prime classi di ogni IS e tra le
diverse IS. Ciò al fine di per garantire uniformità
nel tempo la componibilità, e relativa stabilità nel
tempo, dei moduli di passaggio.
Art.6-Retribuzione docenti
I docenti impegnati in prestazioni aggiuntive nei moduli di raccordo
saranno retribuiti con i fondi dell’istituzione scolastica
di appartenenza previsti dalla normativa.
Le Funzioni obiettivo per l’orientamento e l’obbligo
scolastico di ogni singola scuola hanno il compito di coordinare
le operazioni di passaggio.
Pesaro lì 19 febbraio 2000
P.S.Le variazioni ( in corsivo)sono state apportate dal collega
De Cillis
FORMAZIONE FINALIZZATA ALLA SPERIMENTAZIONE
LABORATORIO DI
SVILUPPO PROFESSIONALE
E
Corsi di Formazione previsti dall'Istituto per l'a.s. 1999/2000
L'istituto individua come prioritarie le seguenti iniziative di
formazione :
1. Corso su "Ricerca metodologico disciplinare" in collaborazione
con IRRSAE Emilia Romagna (per Docenti) Ore 12
2. Corso di aggiornamento per Funzioni Obiettivo e Collaboratori
su:
"Struttura della rete e Sistema operativo Windows NT"
Ore 10
3. Corso Base per nuovi utenti (Docenti e A.T.A.) su
"La rete e la rete delle reti, internet e strumenti per usarla"
Ore 10
4. Corso di auto apprendimento con auto certificazione su "La
sicurezza a scuola" (Docenti e A.T.A.)
5. Corso di aggiornamento su "Programmazione modulare, valutazione
e strumenti di gestione dell'attività didattica" (Docenti)
Ore 12
6. Corso su "Elevazione dell'obbligo scolastico" (Docenti)
Ore 12
7. Corso di aggiornamento sul nuovo esame di Stato (Docenti) Ore
8
8. Corso "Il personale A.T.A. nella scuola dell'autonomia"
(A.T.A.) Ore 8
In relazione alle disponibilità potranno essere attuate
anche le seguenti ulteriori iniziative di formazione:
9. "Architettura ed elementi di programmazione del mP ST6"
(Docenti) Ore 12
10. Corso di approfondimento tecnologie telematiche su
"Posta Elettronica, Video conferenza, Chat" (Docenti
e A.T.A.) Ore 10
11. Corso su "Strumenti per realizzazioni multimediali"
(Docenti) Ore 12
12. Corso su "Comunicazione efficace con Power Point"
(Docenti) Ore 12
Ricerca metodologico disciplinare
E’ previsto un corso di aggiornamento che consenta a 30 docenti
dell’istituto di acquisire le tecniche della ricerca metodologico
disciplinare che consiste nella ricerca di modi di insegnamento
o di studio intimamente legati alle singole discipline in quanto
essa parte direttamente dai contenuti delle medesime.
L’obiettivo del corso consiste nel condurre i docenti a rivedere
le metodologie didattiche e adeguare il modo di insegnare alle indicazioni
della ricerca pedagogica.
Metodologia di realizzazione:
1) seminario di studio sulla Ricerca Metodologico Disciplinare (
RMD) con l’intervento di esperti dell’IRRSAE Emilia
Romagna.
Il seminario è rivolto a 30 docenti che hanno lavorato e
lavorano al Progetto 2002 e al progetto Benelli 2000
Il seminario, che avrà una durata di 12 ore è di
produzione nel senso che i docenti produrranno documentazione per
una più ampia ricaduta sul corpo docente dell’istituto.
Gli argomenti che saranno trattati nel corso del seminario sono
i seguenti.
1. complessità, flessibilità, modularità
2. abilità, conoscenze, competenze, capacità
3. competenze di base, trasversali, tecnico-professionali
4. la mediazione didattica
5. teorie sull’apprendimento e la modificabilità cognitiva
6. l’apprendimento e la metacognizione
7. analisi delle discipline e saperi essenziali
8. disagi e ricchezze degli adolescenti, bisogni affettivi e cognitivi
9. i punti di riferimento (esami di stato, profili professionali
etc)
10. la struttura del modulo di apprendimento
11. la costruzione di un modulo di apprendimento
12. la costruzione di un curricolo modulare
13. esercizi per l’apprendimento e verifiche dell’apprendimento
14. le competenze dei docente e nuova collegialità
2) seminario di studio e di ricerca sulla programmazione modulare,
sulle competenze, sulla valutazione e sugli strumenti di monitoraggio
dell’attività didattica.
Il seminario, che avrà una durata di 12 ore e sarà
condotto dal preside, è di produzione nel senso che saranno
individuati moduli con contenuti coerenti con le competenze definite
per i vari corsi.
Spesa prevista per la realizzazione delle iniziative di sperimentazione
dell’autonomia comprese nel Piano dell’Offerta Formativa.
Progetto Benelli 2000 prosecuzione II anno
11.937.635
Riorganizzazione dei cicli didattici
0
Flessibilità orario e diversa articolazione dell’unità
oraria di lezione
2.997.120
Articolazione flessibile del gruppo classe
1.498.560
Interventi perequativi diretti a sviluppare l’area di professionalizz.
5.242.835
Totale
21.676.150
Organizzazione di corsi di recupero e di sostegno
150.000.000
Fondi previsti da questa istituzione scolastica per la realizzazione
delle iniziative di sperimentazione dell’autonomia e per la
formazione ad essa finalizzata
Finanziamenti della sperimentazione del piano dell’offerta
formativa.
Legge 440/97 Direttiva 180/99 lettera circolare 194
21.676.150
Fondo dell’istituzione scolastica
92.862.000
Interventi didattici ed educativi integrativi
120.600.000
Disponibilità attuale per I.D.E.I.
224.886.522
D.P.R. 156 del 9 aprile 1999 (ex 567)
Disponibilità attuale da 567
8.020.740
Spesa prevista per la realizzazione delle iniziative di formazione
relative alla sperimentazione dell’autonomia comprese nel
Piano dell’Offerta Formativa.
Corso su "Ricerca metodologico disciplinare" in collaborazione
con IRRSAE Emilia Romagna (per Docenti) Ore 12
2.210.480
Corso di aggiornamento per Funzioni Obiettivo e Collaboratori su:
"Struttura della rete e Sistema operativo Windows NT"
Ore 10
1.797.440
Corso Base per nuovi utenti (Docenti e A.T.A.) su
"La rete e la rete delle reti, internet e strumenti per usarla"
Ore 10
1.797.440
Corso di auto apprendimento con auto certificazione su "La
sicurezza a scuola" (Docenti e A.T.A.)
363.040
Corso di aggiornamento su "Programmazione modulare, valutazione
e strumenti di gestione dell'attività didattica" (Docenti)
Ore 12
1.841.280
Corso su "Elevazione dell'obbligo scolastico" (Docenti)
Ore 12
1.841.280
Corso di aggiornamento sul nuovo esame di Stato (Docenti) Ore 8
526.080
Corso "Il personale A.T.A. nella scuola dell'autonomia"
(A.T.A.) Ore 8
876.800
Totale
11.253.840
In relazione alle disponibilità potranno essere attuate anche
le seguenti ulteriori iniziative di formazione
Architettura ed elementi di programmazione del mP ST6" (Docenti)
Ore 12
Corso di approfondimento tecnologie telematiche su
"Posta Elettronica, Video conferenza, Chat" (Docenti
e A.T.A.) Ore 10
Corso su "Strumenti per realizzazioni multimediali" (Docenti)
Ore 12
Corso su "Comunicazione efficace con Power Point" (Docenti)
Ore 12
Risorse finanziarie
Entità
Finanziamento della formazione (Lett. Circ . 194)
5.111.000
Disponibilità attuale
5.500.000
Totale
10.611.000
Si confida che la differenza tra la spesa prevista e il finanziamento
suddetto possa essere coperta da un ulteriore finanziamento da parte
di codesto Ufficio scolastico come da già citata Lettera
Circolare 194:
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